Difficoltà a dimagrire: la resistenza all’insulina

Facebook
Twitter
LinkedIn

La difficoltà a dimagrire è un problema serio che riguarda tantissime persone. Ti spiego da cosa è provocata e quali sono i rimedi.

Una delle difficoltà principali che probabilmente avrai incontrato nel corso della tua vita è quella di non riuscire a dimagrire.

Perdere grasso è un meccanismo molto complesso che con l’alimentazione attuale abbiamo complicato ulteriormente. Probabilmente avrai seguito in passato diete ipocaloriche che speravi portassero ad un dimagrimento ma che poi si sono rivelate fallimentari. E pur seguendole per diverso tempo ti sei accorto che il dimagrimento è stato insignificante.

Questo discorso deriva fondamentalmente da un problema che non ha risvolti solo estetici, ma anche e soprattutto patologici: la resistenza all’insulina (il meccanismo alla base del diabete di tipo 2).

Rimanendo nell’ambito del dimagrimento, quando c’è una quantità di insulina rilevante nel sangue, il dimagrimento non può avvenire.

Normalmente l’insulina viene rilasciata nel sangue a seguito di un pasto (soprattutto in presenza di carboidrati) e ha come scopo principale quello di depositare il glucosio. La presenza di grasso addominale e l’inattività fisica riducono l’efficacia dell’insulina.

Non riuscendo ad agire bene avrà bisogno di dosi ulteriori, ma in questo modo riuscirà ad assolvere il suo scopo solo apparentemente. Come conseguenza si avrà quindi un eccesso di insulina nel sangue (iperinsulinismo) e questo vorrà dire che l’organismo non riuscirà a bruciare grassi. Per farlo è necessario che sia molto bassa.

Ecco che la resistenza all’insulina è il meccanismo che blocca il dimagrimento (soprattutto a riposo). Risolvere il problema solo con l’alimentazione è un pò complicato, ma è comunque possibile aumentarne parzialmente la sensibilità a questo ormone.

Come si migliora la sensibilità all’insulina?

L’insulino-resistenza, e quindi la difficoltà a dimagrire, può migliorare solo riabituando l’organismo ad utilizzare al meglio il glucosio che si trova in circolo. E per farlo al meglio è necessario svolgere attività fisica, ma fatta con un certo criterio. Ci sono però alcuni princìpi fondamentali della nutrizione per ottenere una migliore sensibilità all’insulina.

Creare un lieve deficit calorico è un modo per rendere l’organismo più sensibile e più avido di glucosio. Ma va fatto con cognizione, per evitare il rischio di incorrere in carenze nutrizionali.

Allo stesso tempo bisogna ridurre gli alimenti ricchi in carboidrati e in particolare quelli ad alto indice glicemico (pasta, riso, pane, ecc.) in modo da ridurre fortemente la risposta insulinica che peggiorerebbe il problema. In questa maniera disabituiamo l’organismo ad utilizzare come principale fonte energetica i carboidrati.

Questo non vuol dire abolire totalmente i carboidrati (cosa che aggraverebbe il problema, a lungo andare) ma puntare sulla qualità scegliendo ad esempio i cereali integrali e i legumi, che andrebbero sempre mangiati assieme ad una fonte proteica. Carne magra, pesce, uova, aiutano a modulare la secrezione di insulina. Effetto che alla lunga ci condurrà a benefici assicurati.

Quello che non deve mai mancare è l’olio extravergine d’oliva, nelle giuste quantità ovviamente, che è efficace sul controllo glicemico: rallenta lo svuotamento gastrico e ha effetti positivi anche sulla glicemia (quindi anche sull’insulinemia) post-prandiale. 

L’aggiunta di fibre, attraverso abbondante apporto di verdure, consente ulteriormente di ridurre la secrezione di insulina. Attenzione va posta alla frutta che apportando fruttosio naturalmente (il fruttosio in eccesso favorisce l’insulino-resistenza) non ci da una grossa mano, per questo va mangiata sempre ma nelle giuste dosi.

Come vedi non va fatto niente di trascendentale, la qualità degli alimenti è importante così come lo è un equilibrio dei nutrienti. Non esiste perciò un solo alimento che può migliorare la sensibilità all’insulina o che faccia dimagrire. Perchè si può perdere peso in tantissimi modi, ma per dimagrire bene e in salute non puoi disconoscere questo aspetto: bisogna riabituare l’organismo a bruciare principalmente le riserve di grasso, in particolare a riposo. Il tutto senza ricorrere a mezzi estremi che poi si rivelano quasi sempre fallimentari che alimentano il circolo vizioso delle diete.

Leggi gli altri articoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *